Tecnologia e Sistemi di Accordatura p.5



TECNOLOGIA E SISTEMI DI ACCORDATURA
Risorse hardware, software e online per la musica microtonale
(tesi di laurea di secondo livello in musica e nuove tecnologie -
INDICE)

UNA BREVE STORIA DEI SISTEMI DI ACCORDATURA p.3 - ESPLORATORI MICROTONALI DEL XIX E XX SECOLO

Nota alla versione per internet - 2012:
Il presente capitolo non ha la pretesa di essere esaustivo su un tema che ha occupato studiosi di tutto il mondo per migliaia di anni. Sono solo alcuni cenni storici che consentono di introdurre vari temi fondamentali della ricerca in questo settore. Alla fine di questo capitolo si trova una bibliografia che dovrebbe soddisfare qualsiasi curiosità al proposito.

Il 12tET nella seconda parte del XIX secolo era ormai universalmente accettato: la musica del periodo richiedeva modulazioni sempre più ardite, cromatismi e armonie complesse e per ottenere ciò gli strumenti a tastiera dovevano offrire una flessibilità armonica totale, malgrado ciò alcuni tenaci studiosi e teorici della musica continuarono a sperimentare nuove scale e sistemi di accordatura principalmente su strumenti a tastiera di loro invenzione e costruzione. La ragione principale che li spingeva in questa direzione era l’idea che il temperamento equabile fosse un compromesso inaccettabile e che quindi si dovesse cercare di superare i suoi limiti costruendo appositi strumenti musicali.

Hermann Helmholtz (1821-1894) raccolse ciò che da allora viene ritenuta l’esposizione più completa di tutte le principali conoscenze riguardanti l’acustica, la fisiologia dell’orecchio e la teoria musicale disponibili al suo tempo. Il suo trattato del 1863 “On the Sensations of Tone” tradotto dal tedesco all’inglese e ampliato, da Alexander John Ellis (1814-1890) viene tuttora considerato uno dei testi fondamentali in questo campo. Ad entrambi si deve l’aver sviluppato un approccio scientifico alla comprensione della produzione e della percezione della musica. E’ interessante notare che Helmholtz fu un fiero oppositore del 12tET e un assertore dell’accordatura naturale.
Tra i contributi di Ellis va ricordato l’invenzione del cent, l’unità di misura che divide il semitono del temperamento equabile in 100 parti e l’ottava in 1200 e che ha consentito ai successivi studiosi di calcolare la grandezza degli intervalli musicali con relativa semplicità.

L’inglese
Thomas Perronet Thompson (1783-1869) costruì un organo che divideva un’ottava in 40 parti e nel 1850 scrisse un libro intitolato “Theory and practice of just intonation: with a view to the abolition of temperament”.

Nella seconda metà del secolo l’americano
Henry Ward Poole (1825-1890) brevettò il progetto di un organo “enarmonico” che prevedeva la divisione dell’ottava in 100 parti.

L’inglese
Robert Holford Macdowall Bosanquet (1841-1912) progettò e realizzò uno strumento che fu chiamato ”harmonium enarmonico” (foto seguente) basato su un temperamento equabile a 53 toni per ottava (53tET). Da notare che Bosanquet fu tra i primi a proporre una organizzazione della tastiera diversa dai classici 7 tasti bianchi e 5 neri. La sua concezione “isomorfa” prevede che la diteggiatura debba essere identica per eseguire la stessa frase musicale, qualsiasi sia la nota di partenza a differenza di ciò che avviene sui consueti strumenti a tastiera.

bosanquet

L’inglese
Colin Brown (1818-1896) pensò ad una soluzione non basata su cicli di quinte giuste pitagoriche. Il suo “voice harmonium” del 1875, aveva più di 40 tasti per ottava con una estensione di 5 ottave che consentiva di suonare 15 differenti scale maggiori e altrettanti minori in accordatura naturale. L’intenzione di Brown però non era di creare un nuovo strumento per eseguire “nuova musica” ma piuttosto di fornire la possibilità di eseguire brani del repertorio esistente in accordatura naturale.


L’interesse per accordature e scale alternative all’onnipresente 12tET (per lo meno se si considera l’Occidente come nostro campo di interesse) si è mantenuto vivo anche nel XX secolo. Teorici e compositori hanno affrontato l’argomento con intendimenti molto diversi tra di loro. Per alcuni è stato il fulcro centrale della loro attività, per altri si è trattato di un interesse secondario.

Ferruccio Busoni (1866-1924) va annoverato tra coloro che immaginarono il futuro della musica: nel suo “Appunti per una Nuova Estetica della Musica”, del 1907, incluse, tra quelle che lui riteneva sarebbero state le sue caratteristiche, il superamento del 12tET (attraverso terzi e sesti di tono, ovvero 18tET e 36tET) e la musica elettronica.

Arnold Schoenberg (1874-1951) teorizzò, nel suo “Manuale di Armonia” che il 12tET fosse solo un compromesso temporaneo e che nel futuro la musica avrebbe utilizzato intervalli microtonali che allora (1921), per motivi tecnologici e culturali, non erano né ottenibili né necessari.

Charles Ives (1874-1954) compose “3 pezzi per quarti di tono per 2 pianoforti”, ma più in generale c’è chi ritiene che la sua musica possa ritenersi basata su una accordatura “pitagorica estesa”, nel senso di includere un numero superiore a 12 toni dalla “spirale” di quinte giuste naturali caratteristica dell’accordatura pitagorica. Un sistema che, pur utilizzando la normale grafia musicale, rifiuta l’equivalenza enarmonica di diesis e bemolli.

Julián Carrillo Trujillo (1875–1965) scoprì la possibilità sul suo strumento, il violino, di dividere l’ottava in microintervalli e questo lo portò a sviluppare un sistema d’accordatura (chiamato “Sonido 13” ) che utilizzava il 96tET (sedicesimi di tono) e tutte le possibili divisioni dell’ottava che fossero sottomultipli di 96 come quarti (24tET) e ottavi di tono (48tET). Il direttore d’orchestra Leopold Stokowski fu un sostenitore delle teorie di Carrillo e diresse molte prime esecuzioni delle sue opere.

Béla Bartók (1881–1945) nel suo lavoro di etnomusicologo si imbattè negli intervalli microtonali presenti nella musica popolare dell’Europa dell’Est che poi utilizzò nella sua “Sonata per Violino Solo” (quarti di tono) e in altre composizioni.

Edgard Varèse (1883-1965), considerato il padre della musica elettronica, fu un assertore del superamento dei limiti del sistema temperato e tutta la sua opera può essere vista in questa ottica.

Adriaan Daniel Fokker (1887-1972) partì dalla riscoperta degli scritti di Christiaan Huygens (1629-1695) e dall’opera di Nicola Vicentino entrambi interessati al 31tET (la cui principale caratteristica è di temperare il comma sintonico 81/80). Questo portò Fokker a comporre in 31tET e a costruire il cosiddetto “organo Fokker” (1951) per l’esecuzione di musica scritta in questo temperamento (vedi foto).

fokker

La
fondazione Huygens-Fokker mantiene un sito internet di enorme qualità per la diffusione della musica microtonale.

Alois Hába (1893-1973) compose numerosi quartetti d’archi utilizzando quarti di tono. Istituì un dipartimento di musica microtonale presso il Conservatorio di Praga nel 1924 e commissionò la costruzione di strumenti, come trombe e pianoforti, capaci di suonare quarti e sesti di tono.

Ivan Wyschnegradsky (1893-1979), ritratto nella foto sottostante nel 1935 davanti al suo piano a quarti di tono, compose musica utilizzando il 24tET (temperamento a 1/4 di tono) e il 36tET (temperamento a 1/6 di tono) e scrisse saggi come il “Manuel d'harmonie à quarts de ton” del 1932. Fu attivo in Russia, suo paese natale e in Francia dove emigrò.

wyschnegradsky

Harry Partch (1901-1974) è stato il principale esponente del movimento per l’accordatura naturale del XX secolo. Una figura a sé stante, iconoclasta e visionario, inventò un sistema di accordatura naturale che includeva come rapporti musicalmente rilevanti quelli ottenibili con i numeri primi fino all’11 compreso (limite 11), dividendo l’ottava in 43 parti, non equidistanti. Non esistendo strumenti sui quali eseguire la sua musica non esitò a costruirne un gran numero, ad arco, a percussione etc basati sui suoi principi e riunì intorno a sè un ensemble in grado di eseguire la sua musica. Tutte le sue teorie sono raccolte nel voluminoso libro “Genesis of a Music” (1947).

Giacinto Scelsi (1905-1988) non si considerava un compositore ma un “medium” che riceveva messaggi musicali trascendentali che altri poi trascrivevano (Vieri Tosatti, per esempio). La sua ricerca sulle microstrutture musicali anticipò le correnti “minimaliste” e “spettrali” della musica contemporanea. Utilizzò spesso microintervalli come fluttuazioni di intonazione.

Lou Harrison (1917-2003) influenzato da Partch, scrisse in accordatura naturale sia per strumenti tradizionali occidentali che per orchestre di strumenti a percussione ispirate ai gamelan indonesiani.

Ivor Darreg (1917-1994) il cui vero nome era Kenneth Vincent Gerard O'Hara coniò il termine “xenarmonico” (dalla radice greca: strano, alieno) per indicare la musica microtonale. Appassionato di musica e di elettronica costruì vari strumenti per l’esecuzione di musica xenarmonica. Un gran numero di suoi scritti teorici sull’argomento sono disponibili in rete. Interessante il titolo di un suo CD: "Detwelvulate" che potrebbe essere tradotto: “Dedodicizzarsi” (in riferimento al 12tET, ovviamente).

Iannis Xenakis (1922-2001), allievo di Honegger, Milhaud e Messiaen è soprattutto ricordato come un pioniere della musica elettronica ma ha anche composto musica microtonale a quarti e terzi di tono.

György Sándor Ligeti (1923-2006) ha composto vari brani che includono armonie microtonali (“Ramifications”, “Sonata for Solo Viola” etc.).

Ben Johnston (1926) ha proseguito l’opera di Harry Partch estendendo il concetto di accordatura naturale integrando intervalli relativi a numeri primi oltre il “limite 11” fissato da Partch.

Karlheinz Stockhausen (1928-2007) negli anni ‘50 e ‘60 compose vari brani di rilevanza microtonale, tra i quali “Studie II”.

Erv Wilson (1928) è un teorico molto influente nel campo della musica microtonale malgrado la sua lontananza dal mondo accademico. Molti suoi scritti sono disponibili in rete. Su suo progetto è stata costruita una tastiera elettronica isomorfa (vedi foto).

wilson

Krzysztof Penderecki (1933) ha utilizzato quarti di tono (“Trenodia per le vittime di Hiroshima”, “La Passione secondo S.Luca” ) e compilato una notazione apposita da lui utilizzata principalmente per i cantanti.

Easley Blackwood Jr. (1933) ha composto “12 studi microtonali per il mezzo musicale elettronico” (1981) ognuno dei quali e’ in un differente temperamento equabile (da 13 a 24 divisioni dell’ottava).

James Tenney (1934-2006) allievo di Cage, Varese e Partch è stato un pioniere della musica elettronica, un teorico e un compositore. Ha composto in accordatura naturale.

Terry Riley (1935) esponente del minimalismo, ha scritto per pianoforte in accordatura naturale e per sintetizzatori servendosi delle loro capacità microtonali.

La Monte Young (1935) esponente del minimalismo, dal 1964 ha composto esclusivamente in accordatura naturale sia per piano (“The Well-Tuned Piano” viene considerato il suo capolavoro) che per sintetizzatori.

John Eaton (1935) ha scritto vari brani per 2 pianoforti accordati a un quarto di tono di distanza l’uno dall’altro e per uno strumento elettronico chiamato “Syn-Ket”. Il suo “Concerto per Syn-Ket e Orchestra” ebbe la sua prima esecuzione nel 1966 diretto da Gunther Shuller.

Wendy Carlos (1939), nome di nascita: Walter Carlos. Diventata famosa per le sue versioni elettroniche di brani classici (“Switched on Bach” e “The Well Tempered Synthesizer” ) col suo album “Beauty in the Beast” (1986) ha mostrato cosa sia possibile fare con sintetizzatori accordati con scale etniche, storiche o contemporanee (da lei stessa inventate). Ha anche contribuito a definire i rapporti tra consonanza e timbro, due elementi inscindibili di qualsiasi musica.

Gerard Grisey (1946-1998) esponente della corrente della “musica spettrale” (tra i quali figura anche Tristan Murail). Questa corrente della musica contemporanea utilizza lo studio della complessa natura dei singoli suoni come modelli per nuove forme e materiali musicali. In particolare, sia la serie naturale degli armonici che gli spettri inarmonici appaiono in questa musica con gli strumenti che suonano altezze e intervalli simulando le componenti parziali dei vari spettri. Quarti e ottavi di tono abbondano nell’opera di questi compositori non tanto per amore della microtonalità, quanto come approssimazioni più o meno esatte delle frequenze degli spettri usati come modelli.

Robert Rich (1963) esponente della musica “ambientale elettronica”, influenzato da Terry Riley e La Monte Young, divenuto famoso per i suoi “sleep concerts” che andavano avanti per ore, ha composto in accordatura naturale. E’ stato uno degli artefici (insieme a Carter Sholz) dell’introduzione, nel protocollo MIDI, delle specifiche riguardanti la microtonalità.

BIBLIOGRAFIA

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Benade Arthur H. – Fundamentals of Musical Acoustics
Danielou Alain – Music and the Power of Sound
Doty David B. - The Just Intonation Primer
Forster Cris - Musical Mathematics on the art and science of acoustic instruments
Helmholtz Hermann – On the Sensations of Tone
Isacoff Stuart – Temperamento, Storia di un enigma musicale
Jorgensen Owen - Tuning: Containing the Perfection of Eighteenth-Century Temperament, the Lost Art of Nineteenth-Century Temperament, and the Science of Equal Temperament
Mathieu W.A. – Harmonic Experience
Partch Harry – Genesis of a Music
Sethares William A. - Tuning, Timbre, Spectrum, Scale
Wilkinson Scott R. – Tuning In, Microtonality In Electronic Music

Versione per internet - 2012

CARLO SERAFINI

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