Tecnologia e Sistemi di Accordatura p.14



TECNOLOGIA E SISTEMI DI ACCORDATURA
Risorse hardware, software e online per la musica microtonale
(tesi di laurea di secondo livello in musica e nuove tecnologie -
INDICE)

APPENDICE: tastiere isomorfe

A margine di questa ricerca su tecnologia e sistemi di accordatura vorrei introdurre l’argomento delle tastiere isomorfe. Per maggiori approfondimenti si possono visitare le pagine internet indicate.

Una delle conseguenze degli studi sui microintervalli è stata la messa in discussione del modello di tastiera musicale che si era andata affermando con l’avvento della divisione dell’ottava in 12 parti, difatti, la configurazione tradizionale con 7 tasti bianchi e 5 neri non è funzionale se si utilizzano più o meno di 12 suddivisioni di un dato intervallo. Come già visto nel capitolo sulla
storia dei sistemi di accordatura gli esperimenti per arrivare a strumenti a tastiera che potessero suonare più di 12 note per ottava sono cominciati secoli fa, per esempio l’archicembalo di Don Nicola Vicentino della metà del Cinquecento. Una categoria speciale di strumenti a tastiera è quella “isomorfa” (dal greco, che significa “stessa struttura” ) nei quali a ogni intervallo musicale corrisponde sempre lo stesso intervallo di spazio e quindi la stessa diteggiatura, a prescindere dalla nota di partenza.
Mentre la tastiera musicale tradizionale è inerentemente legata alla divisione dell’ottava in 12 parti, una tastiera isomorfa può essere costruita in modo da facilitare l’utilizzo di vari sistemi di accordatura.
L’evoluzione degli strumenti elettronici non può prescindere dal tema dell’interfaccia utente e, credo, che questo sarà un campo che vedrà un grande sviluppo nei prossimi anni.
Le configurazioni più comuni sono state realizzate a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.

L’ungherese
Paul von Janko (1856–1919), che aveva studiato con Hermann von Helmholtz mise a punto il seguente tipo di tastiera isomorfa:

janko

La tastiera è composta di sei file di tasti, ognuna di essa contenente tasti accordati a intervalli di un tono. La prima, la terza e la quinta fila sono uguali e partono da Do, la seconda, la quarta e la sesta invece partono da Do#. L’idea di base per questa configurazione è di consentire una stessa diteggiatura in qualsiasi tonalità e di accorciare la distanza tra le note facilitando l’esecuzione di intervalli ampi: la distanza lineare di un’ottava viene ridotta rispetto ad una tastiera tradizionale di circa il 25 per cento.
La stessa configurazione è stata ripresa per la realizzazione di
varie tastiere.

L’inglese
Bosanquet (1841-1913) realizzò un’altra configurazione isomorfa ma con una finalità diversa, quella di facilitare l’uso di scale microtonali. Le file di tasti si sviluppano in diagonale e invece che ripetere a file alterne le stesse note come nella configurazione di Janko, queste possono essere utilizzate per aumentare il numero di suddivisioni dell’intervallo di riferimento (normalmente l’ottava). L’immagine qui sotto mostra una configurazione per la divisione dell’ottava in 31 parti (nell’estensione di 2 ottave):

bosanquet1

La configurazione di Bosanquet è stata utilizzata da
Fokker (si veda il capitolo sulla storia dei sistemi di accordatura) e da vari costruttori di tastiere elettroniche: Terpstra (non commercializzata, al momento) e da Starr Labs (commercializzata), su progetto di Erv Wilson:

microzone

Una configurazione simile, ispirata dal modello di Bosanquet, è quella della tastiera
Tonal Plexus della H-Pi Instruments, commercializzata in vari modelli:

tonalplexus

Un’altra tastiera isomorfa disponibile sul mercato è la
Axis64 della C-Thru Music:

axis64

Infine vorrei presentare la tastiera isomorfa che io utilizzo: la
Opal Chameleon. Si veda il mio canale youtube per vederla e sentirla in azione.



Versione per internet - 2012

CARLO SERAFINI

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